Cambia (il) sistema

Cambia (il) sistema

Dal 4 marzo al 1° aprile 2023 ogni sabato 

Strumenti e strategie del community organizing per un cambiamento sociale basato sulla consapevolezza e l’impatto sistemico

Questo è un percorso per attivistə, innovatrici e innovatori sociali, leader e volontarə di associazioni e movimenti che non si accontentano.

Non si accontentano di pensare di avere ragione.

Non si accontentano di promuovere iniziative meritevoli, che tentano di risolvere singoli problemi senza affrontare il sistema che li riproduce quotidianamente.

Utilizzeremo i principi del community organizing, uno degli approcci più efficaci al cambiamento sociale, per ripensare il ruolo del terzo settore e le sue modalità operative prevalenti.

Sulla base dell’esperienza maturata grazie al nostro in tre territori periferici di sulla creazione di reso possibile da un bando di Con i bambini, condivideremo le lezioni apprese sul cambiamento sistemico in contesti reali istituzionali, sociali e organizzativi.

Utilizzando casi concreti, lavori di gruppo, riflessione facilitata, tecniche di storytelling e pratiche di condivisione, ti guideremo in un processo di apprendimento pratico che ha l’obiettivo di promuovere la consapevolezza, l'impatto sistemico e la relazionalità nell’azione sociale.

Ti proporremo di smettere di tentare di risolvere problemi, e iniziare a coltivare potenzialità.

Ti inviteremo a sviluppare la capacità di cogliere connessioni, trame e processi, là dove la maggior parte delle persone vedono attori isolati, eventi scollegati e soluzioni meccanicistiche.

Ti insegneremo le pratiche antiche del community organizing, per costruire comunità in grado di agire, ma ancora prima, per dare avvio al lungo allenamento necessario per reimparare a pensare e agire in modo relazionale, invece che astratto e idealistico.

Ti proporremo di usare il tuo disagio, il senso di impotenza, i momenti in cui hai voglia di scappare o non sentire, come una sonda preziosissima per individuare il carattere sistemico dei problemi che abbiamo davanti.

Ti forniremo anche alcuni rudimentali conoscenze del trauma psicologico collettivo come condizione strutturale della modernità, e delle pratiche di comunicazione e ascolto necessarie per smettere di riprodurre i sistemi reattivi automatici di difesa che rendono le relazioni tra esseri umani tossiche, improduttive, o al meglio estremamente limitate.

Consapevolezza

 

        Impatto sistemico

 

                    Organizzazione relazionale

1.

Il di cambiare le cose (ovvero come imparare a saper stare nel senso di impotenza)

Sabato 4 marzo – 10-13

Anche se la parola mette paura, è il potere di cambiare le cose in meglio quello che molti di noi cercano. Ma il potere porta con sé molte ombre, inclusa la tentazione di rifiutarlo e negarlo, per finire per esercitarlo in modo surrettizio. Come ha scritto un famoso community organizer, “il potere tende a corrompere e poche persone vogliono apparire affamate di potere e corrotte. Ma quello che dobbiamo realizzare è che anche l’impotenza corrompe, forse in modo più pervasivo del potere.” Per esercitare un senso di potere sano occorre rinunciare alle scorciatoie dei piccoli gruppi, le leadership carismatiche, le ideologie, il senso di superiorità morale, i progettifici che cercano risultati immediati e limitati per proteggerci dal rischio del fallimento. Per non rincorrere soluzioni di facciata dobbiamo imparare a stare (insieme) nel senso di impotenza, che è uno degli stati d’animo più difficili e allo stesso tempo una delle condizioni strutturali della contemporaneità. Come possiamo farci forza nel senso di impotenza?

In questo modulo iniziamo a praticare il cambiamento sociale basato sulla consapevolezza

2.

Cosa ci motiva (dai principi astratti alla nostra storia personale)

Sabato 11 marzo – 10-13

Anche se tendiamo a credere e dire che agiamo in nome di principi e valori, il vero motore del nostro impegno risiede nelle nostre storie di vita, nei momenti più difficili del nostro passato. Saper guardare e trovare il tesoro nella propria storia è la chiave per conoscere ciò che ci motiva, saper essere in modo autentico nella sfera pubblica e sviluppare le capacità di riflessione necessarie ad apprendere attraverso l’azione. Inoltre, mentre i principi dividono, le storie uniscono, creano empatia e connessione, ispirano attraverso l’esempio. Il punto di forza però è nella vulnerabilità, non nel fare lo storytelling per vendere meglio un’idea, un’organizzazione o se stessi. E’ un’operazione di leadership, non di marketing.

In questo modulo faremo un primo viaggio guidato per trovare e raccontare la nostra storia

3.

Saper ascoltare (la competenza più assente e la radice del parternalismo)

Sabato 18 marzo – 10-13

“Non fare mai per gli altri quello che possono fare da soli”. E’ chiamata la “legge di ferro” nel community organizing. Non possiamo costruire relazioni paritarie continuando a considerare le persone come beneficiari, utenti, esseri umani che hanno bisogno del nostro aiuto, invece che potenziali leader. La prima forma di rispetto è l’ascolto, non per fare elenchi di supposti bisogni da soddisfare, ma per capire le potenzialità, motivazioni, talenti, storie delle persone con cui vogliamo costruire il di cambiare le cose. L’ascolto ci consente di aprirci oltre i nostri schemi mentali e vedere risorse e potenzialità che poco prima non avremmo immaginato.

In questo modulo sperimenteremo l’ascolto che crea connessione, la pratica “più radicale” del community organizing

4.

Come percepire i sistemi (e ciò che ci impedisce di cambiarli)

Sabato 25 marzo – 10-13

I problemi sistemici richiedono la capacità di sviluppare una percezione non solo razionale e mentale della realtà, e allo stesso tempo la capacità di usare la nostra mente nella sua facoltà più evoluta, la capacità di percepire se stessa, in altre parola l’esercizio della consapevolezza. Per percepire il mondo non solo in modo meccanicistico, ma nelle sue connessioni, potenzialità, punti di blocco, punti di leva, dobbiamo immergerci nella nostra interezza, incluse le nostre sensazioni, emozioni (soprattutto quelle scomode) e motivazioni. Gli ostacoli interiori ed esteriori che incontriamo non sono ciò che impedisce di raggiungere l’obiettivo, ma sono la nostra migliore guida per farlo. Per farci guidare, dobbiamo però imparare a usare la nostra mente non in modo automatico e reattivo, ma in modo riflessivo e consapevole. E a vedere i nostri progetti e obiettivi nella loro connessione con i contesti in cui operano.

In questo modulo utilizzeremo mappe sistemiche per stimolare la nostra mente a leggere la realtà in modo tridimensionale (direzione e potenzialità in una realtà complessa) invece che bidimensionale (elenchi di cose o progetti lineari)

5.

Integrazione e applicazione (come tradurre in pratica tutto questo?)

Sabato 1° aprile – 10-13

Come si traduce una in azione? Basandoci sulla nostra esperienza con un progetto che abbiamo continuamente stravolto per restare fedeli ai nostri obiettivi di fondo, lavoreremo sulle basi di progettazione di interventi a impatto sistemico e le differenza con le modalità operative automatiche prevalenti. Qui non ci sono risposte precostituite, ma offriremo dei punti di attenzione, invitando a iniziare un processo creativo e sperimentale. Metteremo attenzione sul riconoscere la connivenza maladattativa tra progettifici, mentalità burocratica, logica dell’emergenza e leadership dei piccoli gruppi.

In questo modulo condivideremo i nostri strumenti di lavoro, tra cui: l’importanza di supervisione e mentoraggio, come si conduce una valutazione, l’uso di diari strutturati in domande per tenere traccia delle attività senza perdere di vista la visione, pratiche di comunicazione che aiutano i gruppi a lavorare insieme

Bonus

Sabato 28 gennaio – 10-16

“𝐿𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑢𝑚𝑎𝑛𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑚𝑖 𝑚𝑎 𝑛𝑜𝑖 𝑐𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑠𝑢 𝑖𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑎𝑛𝑒𝑒 𝑑𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑚𝑎: 𝑝𝑜𝑖 𝑐𝑖 𝑑𝑜𝑚𝑎𝑛𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑏𝑙𝑒𝑚𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑜𝑙𝑣𝑜𝑛𝑜 𝑚𝑎𝑖.” 𝑃. 𝑆𝑒𝑛𝑔𝑒

ll pensiero sistemico è una disciplina che studia le interconnessioni tra gli eventi al fine di comprenderli, prevenirli e influenzarli al minor costo di intervento possibile.

Nel di un ente del Terzo Settore, un approccio sistemico aiuta a definire contesti di azione, a programmare partendo dalle giuste domande, a realizzare e implementare processi con il fine di definire strumenti e percorsi efficaci, ad abbattere i costi, a limitare danni collaterali e a raggiungere obiettivi sostenibili.

Proprio per questo Carlo Stasolla, fondatore dell’Associazione 21 luglio, terrà il corso “Il pensiero sistemico in un Ente del Terzo Settore”. L’incontro rappresenta uno spazio formativo e di confronto per aiutare, come obiettivo ultimo, a prendere le decisioni giuste in un mondo in veloce cambiamento.

Per informazioni e prenotazioni: c.stasolla@21luglio.org

Giovedì 12 novembre – 18-19

“Un’azione integrata di advocacy.
Il caso studio dell’area F di Castel Romano”

con Carlo Stasolla, presidente Associazione 21 luglio

Roberto Salustri

Direttore scientifico dell’EcoIstituto Reseda Onlus

Biografia
Roberto Salustri ideatore di diversi progetti innovativi di agroecologia e sulle energie rinnovabili, è promotore del progetto Ri-Forestiamo Italia, Piantare alberi, salvare il pianeta – gruppi attivi. Nel Sahel ha ideato le fattorie agroecologiche comunitarie che collaborano anche all’iniziativa della Grande Muraglia Verde d’Africa. Nel Sahara oltre agli orti solari familiari ha ideato e coordina il progetto “Un albero per ogni Mina” per lo sminamento del Sahara occidentale libero e per la realizzazione di oasi forestali nel deserto in aiuto alla popolazione rifugiata Saharawi. A Cuba ha realizzato diversi progetti di agroecologia e riforestazione.

Diego Galli

Fondatore e presidente dell’Associazione Community Organizing Onlus

Biografia
Community organizer formatosi negli Stati Uniti, ha coordinato la sul community organizing per l’Earth Regenerators Study Group, una piattaforma internazionale “per restaurare la salute planetaria e evitare l’estinzione umana” creata dall’imprenditore sociale e studioso Joe Brewer.

“La natura è sempre stata per me una fonte fondamentale di connessione e benessere. Sono cresciuto timido e solitario, ma con la fortuna di una casa con un giardino a Roma, che negli anni è divenuto il mio regno. Prendermi cura di piante e animali mi ha dato un senso di appartenenza. Poi sono venute le estati passate al mare, le esplorazioni del Parco nazionale del Circeo, organizzare un campeggio libero ogni anno con un gruppo di amici. Sono convinto che la degli ecosistemi passa per la fioritura delle nostre relazioni con gli altri”.

Maria La Porta

Community organizer associata dell’Associazione Community Organizing Onlus

Biografia
Si occupa principalmente di diritti, cittadinanza e inclusione.

Femminista e animalista, è convinta che i diritti o sono di tutti gli esseri viventi o non sono e che l’etica della cura sia la chiave giusta per rigenerare le comunità e il pianeta.

Costi e condizioni di partecipazione

Grazie per il tuo interesse. Le iscrizioni sono chiuse, dato che la formazione è già iniziata. Tuttavia, le porte non sono mai chiuse per chi vuole darsi da fare e ha voglia di mettersi in gioco. Se sei tu, contattaci e facci sapere cosa ti piacerebbe fare.